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La chiesa di Santa Chiara da Montefalco.
Santa Chiata da Montefalco nacque a Montefalco (PG) intorno all’anno 1268 e lì trascorse tutta al sua
vita. A sei anni entrò nell’eremo in cui viveva sua sorella Giovanna.e dove nel
1291, dopo la morte di questa, Chiara venne eletta superiora, ufficio che conservò
fino alla morte. Nella sua vita si comportò sempre in modo esemplare. Raccomandava
vivamente alle consorelle spirito di sacrificio e impegno personale nella realizzazione
di una solida vita spirituale. Godette di scienza infusa e difese vivamente la fede.
Si distinse per l’amore alla passione di Cristo, ed ebbe molto a cuore la devozione
alla Croce. Negli ultimi anni affermava insistentemente di avere impressa nel suo
cuore la Croce del Signore e, dopo la sua morte, le consorelle volendo provare il
senso delle sue parole,. avendole estratto il cuore, vi trovarono impressi i segni
della Passione. Il suo corpo riposa nella chiesa delle monache agostiniane di Montefalco. Le reliquie: Dopo
la sua morte il Comune di Montefalco sentì l'esigenza di certificare l'esemplarità
della vita di Chiara in un documento con le testimonianze di chi le fu più vicino.
Con questo intento il suo corpo venne aperto alla ricerca di segni prodigiosi che
potessero testimoniare quell'esemplarità che aveva espresso per tutta la vita. Si
tramanda, tra i credenti, che nel suo cuore si trovavano un crociffisso e un flagello,
e nella cistifellea tre globi, di eguale misura, peso e colore, disposti a forma
di triangolo, interpretati come il simbolo della Trinità, il che venne considerato
come il segno cercato. La chiesa attuale del monastero di santa Chiara da Montefalco
(ricostruita tra il 1615 e il 1643) conserva il corpo della Santa dentro un'urna
d'argento massiccio. Ai lati, entro due nicchie aperte nel 1718, si conservano come
reliquie di Chiara i segni rinvenuti durante l'autopsia. L'oggetto più suggestivo
è probabilmente il busto reliquiario d'argento che la raffigura e contiene i resti
del suo cuore; nell'altra nicchia si trova la croce reliquiario, contenente i tre
globi di uguale grandezza che i devoti credono provenienti dalla cistifellea, e
il crocifisso e il flagello, che secondo i devoti conservava nel cuore. Con la morte
di Giovanni XXII (1334) il processo di canonizzazione di Chiara non ebbe seguito.
Verrà ripreso soltanto nel XIX secolo per iniziativa di Pio IX e sarà proclamata
Santa da Leone XIII nel 1881.
Chiesa di San Francesco
Nella chiesa di San Francescosi possono ammirare una serie di affreschi, attribuiti
a
Benozzo Gozzoli, raffiguranti episodi della vita del santo.
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